Nel concorso di narrativa, Racconta una Storia Sarda, le classi iscritte sono invitate a creare una “storia” che prenda spunto da un fatto storico realmente accaduto e si svolga in un paesaggio della Sardegna. La richiesta nasce dalla volontà di introdurre nelle scuole l’insegnamento, seppur parziale e momentaneo, della Storia, della Lingua e della Geografia della Sardegna.
La necessità di questo insegnamento prende a sua volta spunto dagli studi di vari intellettuali sardi, in particolare antropologi e storici, per i quali la società sarda e gli individui sono tendenzialmente gravati da una tendenza alla depressività. Si argomenta, infatti, che la scuola mono-culturale e mono-linguistica italiana, in Sardegna, negando storia, lingua e civiltà sarde, genera demotivazione e insicurezza psicologica negli studenti, con tassi di dispersione al 18-23%, (F. Casula).
Bachisio Bandinu sostiene ripetutamente che la marginalizzazione della lingua sarda, della storia locale e della rappresentazione del paesaggio nei percorsi scolastici indebolisce il senso d’appartenenza e la capacità dei giovani di “sentirsi a casa”. Lo considera un problema culturale ed educativo che la scuola dovrebbe affrontare promuovendo il bilinguismo e la conoscenza del proprio territorio. Per Bandinu la scuola può e deve essere un «centro propulsore» per la lingua e la cultura sarda: reinserire lingua, storia e paesaggio nei programmi riduce il senso di estraneità e contribuisce a un benessere collettivo.
Gli organizzatori del concorso hanno rilevato che i più recenti studi denominati diffusamente “Neuroscienze e Storytelling” affermano che gli esseri umani passino più tempo nel mondo delle finzioni (storie) che in quello reale, e che la narrazione sia una caratteristica distintiva e fondamentale della nostra specie (Gottschall-2022; La Rosa 2024).
Yuval Noah Harari sostiene che la capacità di creare e credere nelle storie è stata la chiave della rivoluzione cognitiva; le narrazioni condivise permettono a milioni di estranei di cooperare, fondando istituzioni come stati e multinazionali; la nostra stessa identità è una narrazione.
Ma se l’identità, condivisa e diffusa, manca della storia, della lingua e della conoscenza dei propri paesaggi, diventa evidente che l’individuo e la società perderanno un pezzo importante della propria personalità e svilupperanno quegli atteggiamenti ben descritti dai vari antropologi e storici della Sardegna.
Lo storytelling è quindi uno strumento essenziale nella comunicazione, nella divulgazione culturale e in ogni contesto in cui si vuole coinvolgere, emozionare e rendere memorabile un contenuto. Il coinvolgimento dei ragazzi fin dalla scuola primaria in un lavoro di ideazione di una storia sviluppantesi sulla propria isola, appare come un momento formativo di estrema importanza nella formazione della loro personalità di cittadini consapevoli.
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Tecniche di Costruzione dello Storytelling
Ci permettiamo di offrire, alle/i docenti che hanno aderito al concorso, una piccola guida e dei consigli riguardo le tecniche e le modalità di costruzione dei lavori da presentare per il concorso.
La maggior parte dei popoli hanno elaborato delle narrazioni attorno ai miti di fondazione. Secondo Joseph Campbell, per esempio, le storie eroiche seguono uno schema ricorrente perché riflettono processi psicologici profondi, legati alla crescita dell’individuo.
Questi schemi possono essere così sintetizzati:
1.1 Il Viaggio dell’Eroe (In versione sarda)
Chiamata all’avventura; Rifiuto e accettazione; Incontro con mentori o alleati; Prove e trasformazioni; Conquista o rivelazione; Ritorno con un cambiamento.
1.2 Struttura in Tre Atti
Atto I – Setup; * Atto II – Confronto; * Atto III – Risoluzione.
1.3 Struttura a Montagna (Freytag)
Esposizione; Aumento della tensione; Climax; Caduta della tensione; Conclusione.
- Elementi Fondamentali dello Storytelling
Personaggi; Conflitto; Ambientazione; Tema; Arco di trasformazione.
- Tecniche Narrative
Mostra, non raccontare; Flashback e Flashforward (raccontare guardando verso il passato o verso il futuro); Punto di vista (offrire uno dei diversi punti di vista possibili); Uso della metafora; Ritmo narrativo
- Storytelling Visivo e Multimediale
4.1 Storytelling fotografico 4.2 Storytelling digitale
- Tecniche di Coinvolgimento Emotivo
Archetipi; Tensione e rivelazione; Empatia
- Costruzione del Messaggio
Nucleo narrativo; Chiamata all’azione.
- Consigli Pratici
Parti da una domanda; Identifica protagonista e ostacoli; Scegli una struttura; Crea immagini sensoriali; Mantieni il focus; Rivedi.
Conclusione e guida Pratica allo Storytelling
Definisci l’obiettivo della storia
Identifica i protagonisti
Scegli la struttura narrativa
Costruisci lo scheletro della storia
Aggiungi dettagli sensoriali
Crea un climax ( o punto di svolta corrisponde in narrativa al punto di massima tensione posto spesso come apice di una serie di eventi in parallelo ed anticipa lo scioglimento della vicenda)
Scrivi la risoluzione
Verifica il messaggio finale
Inserisci una “chiamata all’azione”, (un invito chiaro e diretto rivolto ai lettori per spingerli a compiere un’azione specifica e immediata. Comunicare il senso della storia).
Versione finale: leggi ad alta voce
- Mini-Modello Pronto all’Uso
Tema
Protagonista (Esempio: Una bambina del 1820 deve attraversare il Supramonte per portare un messaggio al villaggio vicino dopo un’alluvione.)
Obiettivo del protagonista (Esempio: Cercare aiuto.)
Ostacolo (Esempio: il fiume in piena, la paura del buio, un incontro inatteso con un pastore anziano.)
Climax
Trasformazione
Messaggio
Chiamata all’azione
- Come trasformare un fatto storico in una storia
Spiegando, per esempio:
Scegli il fatto storico.
Identifica un personaggio plausibile dell’epoca.
Trova un conflitto personale o locale.
Ambientalo con precisione, ma lascia spazio alla fantasia.
- Esempi di descrizione dei paesaggi sardi
“La strada verso la campagna del nonno era un sentiero che si arrampicava sulle pendici della collina. La pioggia del giorno prima aveva liberato i profumi della macchia: rosmarino, lentisco, mirto. La luce filtrava a fatica tra i rami, e Maria avanzava piano, ascoltando ogni rumore: il fruscio delle foglie, il tonfo di una ghianda, lo scricchiolio di una pietra. Forse era solo il vento, ma lei trattenne il respiro, certa che un cinghiale potesse spuntare da un momento all’altro.”
11.Cosa non fare: Errori narrativi frequentissimi da evitare.
evitare resoconti puramente cronachistici senza personaggi;
evitare testi troppo didascalici o moralistici;
evitare descrizioni del paesaggio senza azione o senza conflitto.
- Verifica di qualità prima della consegna
La storia contiene almeno un personaggio credibile?
C’è un conflitto chiaro?
Il paesaggio sardo è descritto con 2–3 dettagli sensoriali?
C’è un fatto storico verificabile?
La storia ha un climax?
La risoluzione è coerente?
Il messaggio finale è comprensibile?
La storia si può leggere in 5/10 minuti ad alta voce?
Questo concorso rappresenta una straordinaria occasione per far amare ai ragazzi il valore delle loro radici e della creatività.
Grazie per il vostro contributo educativo e culturale.
